IsoLab

 

Isolab – Laboratorio Fotografico Galleggiante – è prima ancora che un progetto, un luogo.

Un luogo fisico innanzi tutto. La scelta di avviare le attività nel cuore dell’ isola di Taranto ha un forte significato simbolico, quello di cercare di portare l’esperienza fotografica – eminentemente umana – al di fuori delle mura in cui è stata rinchiusa dalle logiche del consumo, per restituirla ad una visione più libera e aperta, ad una fruizione partecipata e diretta.

Isolab è per questo anche una presa di posizione. Un hub in cui far convergere idee e attività finalizzate alla riappropriazione degli spazi, e con essa delle identità che nell’omologazione dei luoghi vanno perdendosi.

Aperture

Aperture v. 1.0

Frammenti ai margini.  Archivio fotografico condiviso (su muro).

   

Grazie a Clessidra Teatro e agli abitanti di Chiatona che ci hanno aperto i loro archivi fotografici.

 

 

Aperture v. 0.1

Sull’Isola, quando c’è un crollo, si costruiscono muri di cemento e poi si dimentica.
Un primo tentativo di aprire delle finestre in questi muri, utilizzando la fotografia per mettere in luce i luoghi abbandonati nelle arterie dell’Isola. Restituire le immagini che raccontano la vita e la memoria della gente alle strade e ai vicoli. Libere di essere lette, interpretate e anche modificate dallo scorrere del tempo e della vita.
Contro i muri di cemento e i muri che vorrebbero le immagini intrappolate o al servizio di logiche di profitto.


Human Eye

HUMAN EYE

 

Negli sguardi intensi dei tarantini, offuscati per decenni dai fumi e dagli interessi della grande industria, si intravede oggi la denuncia dell’esistente e il bisogno di riscatto di una intera comunità.

Perché gli occhi dicono, anche quando le bocche tacciono o vengono messe a tacere, e narrano storie personali e collettive.

Negli occhi si imprimono le ferite, e non c’è affabulatore capace di distorcere, con le parole, le immagini che gli occhi raccolgono.

L’installazione “Human Eye” dialoga con il luogo in cui è stata realizzata, il Parco archeologico delle mura  greche di Taranto, simbolo delle profonde radici storiche che oggi riemergono in germogli di un rinnovato senso di appartenenza.

Human Eye” è il tentativo di rimettere al centro lo sguardo dell’ uomo per squarciare il velo di Maya dell’immagine di una città dipendente e succube della grande industria.

Progetto ideato da  Fabio Viola e Cosimo Calabrese del collettivo isolabta.com nell’ambito dell’iniziativa #unomaggioacolori.Le foto installate sono di Cosimo Calabrese, Rita Di Giorgio, Anna Calabrese, Michele Abatangelo, Fabio Viola.

Ringraziamo di cuore tutti coloro che hanno prestato i loro occhi al progetto.

Un grande grazie va al comitato dei Cittadini e Lavoratori Liberi e Pensanti organizzatore dell’ Uno Maggio di Taranto.

 

Partecipa al progetto fotografando sguardi e usando il tag #humaeyetaranto su instagram. Le fotografie verranno raccolte su questa pagina e faranno parte della prossima installazione sempre nell’ambito dei laboratori che continueranno dopo l’ Uno maggio.

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Fo.Rə / Fotografie in Rete

Per fare una mostra non servono muri !

 

Una banchina galleggiante, due reti da pesca, tre paranze.

Spazi aperti e liberi , incubatori di sinergie.

Giovedì 1 Giugno dalle ore 18:00 con la seconda edizione di  Fo.Rə / Fotografie in Rete si replica l’esperimento del 10 Maggio scorso.

Grazie agli amici Mimmo e Gaetano (Old City Taranto) , Luca (Dois Artes), Angelo (Ass. Le Sciaje) , Chicco, Leonardo, Carlo, le ragazze di Ammostro e tutti coloro che ci hanno fatto compagnia durante la serata.

Vi aspettiamo sull’ Isola di Taranto,  in via Cariati 67  (seguite la mappa) !

 

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