Circus Festival – Alessandra Cecchetto

Uno sguardo intimo sul mondo del circo. Un racconto dell’esperienza con i circensi, nata dal desiderio di conoscere e rappresentare, senza preconcetti, la loro quotidianità e i loro sogni. Mi sono avvicinata al mondo del circo in un periodo buio, scoprendo nella voglia di mettersi in gioco un trampolino per riemergere. A spingermi c’era la curiosità e la voglia di superare l’immagine del circo, quale misto tra ilarità e malinconia, racchiusa nei ricordi d’infanzia. Già allora mi chiedevo chi fossero davvero i circensi. Volevo conoscere la loro vita parallela, fuori dagli schemi, il loro nomadismo. L’ingresso nel loro mondo è avvenuto a passi misurati, dal primo padiglione alle case mobili, assistendo alla preparazione dello spettacolo e alla loro quotidianità. Ho scoperto che Circus Festival è composto principalmente da circensi Italiani, persone semplici, che lavorano, amano ed esprimono l’arte con il proprio corpo. Il loro è un microcosmo dentro il nostro, contenuto e contenitore di emozioni e umanità. Il circo è una famiglia, un clan, una bolla distaccata dalla realtà, in cui si preservano valori semplici, senza vizi ed esagerazioni. Ogni giorno quel piccolo mondo si svegliava ed eseguiva i preparativi per lo spettacolo come i passi di una danza rituale: pagliette, ciglia nte, cerone, anelli, clave… Il tutto senza avere la certezza che, a sera, sarebbe stato raggiunto un adeguato numero di pubblico per poter andare in scena. In un clima di maggiore intimità, ho potuto raccogliere le loro confidenze, partendo da quelle delle ragazze, giovanissime, eppure scaltre e mature, con gli sguardi intensi della gente di strada. Giovani con sogni che a prima vista possono sembrare scontati. I circensi cercano ciò che noi abbiamo già e da cui spesso scappiamo: semplicità e stabilità, almeno quella necessaria per andare a scuola e avere un giro di amici. Noi fuggiamo dalle sicurezze dall’abitudine, loro le ricercano visceralmente. Tutt’oggi mi domando quale delle due modalità ci permette d’essere più felici. Entrare a far parte del Circo è, soprattutto, una scelta di vita. Chi è all’interno di quel sistema lo conosce e ne accetta le regole, il nomadismo e quel che comporta, i pochi soldi che si guadagnano, la ghettizzazione. Stare con loro era forse quel che cercavo per me stessa: due mesi in una realtà parallela, in cui la mia vita e le mie problematiche sarebbero rimaste fuori mentre io -mente e corpo- ero lì con loro, a mia volta nomade, pagliaccio, trapezista, giovane donna, artista e fotografa. Questo reportage nasce come testimonianza della mia voglia di conoscere e raccontare un contesto composto da persone che mi hanno sempre affascinato per la loro bellezza e il misto tra invulnerabilità e fragilità. Il mio vuole essere uno sguardo intimo sul mondo del circo, sulla quotidianità delle persone che lo abitano, offrendo un punto di vista diverso da altre rappresentazioni spesso intrise di preconcetti.

Alessandra Cecchetto

Nata ad Arbus, Sardegna, in arte Cridar (dal catalano gridare) nasce come fotografa autodidatta. Consegue un Master in reportage e ricerca personale presso la Scuola Romana di Fotografia dove segue diversi workshop sul tema dell’autorappresentazione e del reportage sociale. Dopo aver sperimentato diversi generi, arriva a definire la poetica della sua fotografia nel reportage e nella ricerca personale. I soggetti dell’osservazione sono le persone nella loro semplicità, le relazioni, i contesti marginali, la quotidianità, la pazzia umana, la memoria storica, lo studio introspettivo che la portano a realizzare immagini come strumento di forza e sensibilizzazione. Nel 2011 lavora per il progetto Portfolio Sardegna, e realizza alcune inchieste fotografiche tra cui Quirra, L’Eldorado sardo a Furtei, e all’Aquila, dove ha documentato il post-terremoto. Nel 2014 vince la borsa di studio presso la nScuola Romana di fotografia e Cinema a Roma. Espone al MAN di Nuoro durante la retrospettiva dedicata a Robert Capa, con il reportage Cleopatra Uras sulla recente alluvione in Sardegna. Ha esposto i suoi lavori in diverse personali e collettive tra Roma, Berlino, Cagliari, Nuoro e Sassari.

Approfondimenti autore

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