Touch Ground – Massimo Cristaldi

Nel 2013 circa 42.000 migranti hanno sfidato il mare per raggiungere l’Italia e l’Europa, soprattutto attraverso la Sicilia e nelle sue isole minori. Svariate
migliaia di persone hanno fatto lo stesso percorso negli anni precedenti.
In Touch Ground ho fotografato le spiagge, i porti, le scogliere, i luoghi dove, negli ultimi anni, sono sbarcati (o hanno tentato di arrivare) i migranti dal
Nord Africa. E’ un progetto di ricognizione ed esplorazione su una terra e un suolo agognato, oggetto di speranze, di tragedie, di felicità, di delusioni e, a volte, di morte. Luoghi che di notte mi sono apparsi carichi di significati e in cui ho percepito assenze che mi hanno suggestionato, come d’altronde nel suo complesso ha fatto un flusso migratorio di dimensioni epiche. Si tratta quindi, ancora una volta, di un lavoro sui confini, in questo caso tra mare, terra e uomini. Paesaggi marini, eppure “luoghi del presente”, luoghi di storia contemporanea, teatri di avvenimenti tragici per alcuni, semplicemente “mare” per tutti noi.

Massimo Cristaldi

Nato a Catania nel 1970. Laureatosi in Geologia, ha iniziato a gestire progetti di ricerca internazionali. L’arte è l’ambiente in cui è cresciuto e la fotograa il modo di liberare il suo lato creativo. L’interesse principale nella sua ricerca fotograca sono le tracce che l’uomo e il tempo lasciano sulla natura e le cose, generando eetti e segni su “quello che rimane”, con un particolare ricerca di una propria, personale, “Metafora dei conni”. Massimo ha ricevuto vari premi in diversi concorsi internazionali di fotograa come International Photography Awards, B&W Spider Awards, Photography Masters Cup, Travel Photographers Of the Year e Prix de Photographie de Paris. Massimo ha esposto in Europa, Stati Uniti, Canada e Brasile ed è stato autore selezionato in diversi Festival di Fotograa. È rappresentato da gallerie in Belgio ed in Italia. Vive e lavora tra Catania e Roma. Le sue fotograe sono parte della collezione permanente della George Eastman House, International museum of photography and Film (Rochester, NY, USA). Nel 2013 circa 42.000 migranti hanno sdato il mare per raggiungere l’Italia e l’Europa, soprattutto attraverso la Sicilia e nelle sue isole minori. Svariate migliaia di persone hanno fatto lo stesso percorso negli anni precedenti. In Touch Ground ho fotografato le spiagge, i porti, le scogliere, i luoghi dove, negli ultimi anni, sono sbarcati (o hanno tentato di arrivare) i migranti dal Nord Africa. E’ un progetto di ricognizione ed esplorazione su una terra e un suolo agognato, oggetto di speranze, di tragedie, di felicità, di delusioni e, a volte, di morte. Luoghi che di notte mi sono apparsi carichi di signicati e in cui ho percepito assenze che mi hanno suggestionato, come d’altronde nel suo complesso ha fatto un usso migratorio di dimensioni epiche. Si tratta quindi, ancora una volta, di un lavoro sui conni, in questo caso tra mare, terra e uomini. Paesaggi marini, eppure “luoghi del presente”, luoghi di storia contemporanea, teatri di avvenimenti tragici per alcuni, semplicemente “mare” per tutti noi.